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CPR in Puglia

9463

ingressi dal 2006

Dati sugli ingressi nei CIE

simbolo_istogramma

940

ingressi in media per anno

37%

effettivamente espulsi

Centri detenzione > I Centri per il rimpatrio in Puglia

CIE di Bari Palese
Viale Europa s.n.c.
adiacenze caserma della Guardia di Finanza
70132 Bari

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CIE di Brindisi Restinco
Strada provinciale 43, c.da Restinco
Brindisi

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La Puglia ospita strutture detentive dedicate agli immigrati irregolari in via di espulsione sin dalla loro istituzione, nel 1998. I primi due Centri di Permanenza Temporanea (CPT), secondo la denominazione all’epoca in uso, ad aprire i battenti furono il centro di Brindisi Restinco ed il Centro di San Foca (LE), due strutture, rispettivamente, da 83 e 180 posti letto. La struttura di San Foca, gestita dalla Fondazione “Regina Pacis”, diretta emanazione dell’arcidiocesi di Lecce, è stata al centro di alcune gravi vicende giudiziarie e ha chiuso definitivamente i battenti nel 2005. Il centro di Brindisi ha continuato ad essere operativo sotto la gestione dell’associazione di carabinieri in pensione “Fiamme d’Argento” per circa dieci anni, prima di passare nel 2008 alla gestione di Connecting People conclusasi nel 2012, quando il centro ha chiuso i battenti per lavori di ristrutturazione. A partire dalla sua riapertura, avvenuta nel 2015, il centro è gestito dalla Cooperativa Auxilium.

Il centro di detenzione di Bari Palese ha invece aperto i battenti nel 2006. Il centro, sito alla periferia nord della città, nei pressi della Caserma della Guardia della Finanza, è ubicato in una struttura di nuova concezione che, in base alla capienza originariamente prevista dal decreto istitutivo, poteva ospitare fino a 196 persone. Tale capienza è stata in seguito ridotta a 112 posti a causa dei ripetuti danneggiamenti subiti dai locali del centro.

Inizialmente affidato alla gestione dell’Associazione “Misericordie d’Italia”, dal 2007 al 2013 il centro di Bari è stato gestito dall’ente morale “Operatori Emergenza Radio”. A questi nel 2013 è subentrata la Cooperativa Connecting, che ha gestito il centro fino alla sua chiusura per lavori di ristrutturazione avvenuta nel marzo 2016.

Tali centri di detenzione hanno inizialmente funzionato come propaggine dei Centri di accoglienza che erano attivi nella regione, accogliendo gli stranieri sbarcati sul territorio pugliese e immediatamente respinti dall’autorità di pubblica sicurezza. Con la riduzione del numero di sbarchi sul suolo pugliese, gli ex CIE hanno cominciato ad ospitare in percentuale sempre maggiore anche cittadini stranieri già presenti da tempo sul suolo italiano e colpiti da un provvedimento di espulsione. In particolare, a partire dal 2013, quando il numero di strutture detentive operative sul suolo italiano si è ridotto drasticamente, l’ex CIE di Bari Palese ha funzionato come vero e proprio “hub” per gli stranieri in via di espulsione rintracciati su tutto il territorio nazionale. Più di recente, a seguito della crescita del numero di sbarchi e dell’apertura del centro “hotspot” di Taranto, i centri di detenzione pugliesi sembrano essere tornati ad ospitare un numero crescente di stranieri respinti alla frontiera in attesa di essere allontanati dal suolo italiano.

Negli ultimi dieci anni gli ex CIE di Bari Palese e Brindisi Restinco hanno ospitato oltre 9400 stranieri in via di espulsione, sebbene la media annuale degli ingressi sia andata nel tempo decrescendo a causa dei lunghi periodi di chiusura delle due strutture. Dal 2012 al 2015, quello di Bari è stato infatti l’unico centro di detenzione operativo sul suolo pugliese (e uno dei pochi sul suolo italiano), mentre a partire dal 2016 è attivo solo il centro di Brindisi “Restinco”.

 

Elenco centri CIE in Puglia

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