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128

posti disponibili

Dati sulla popolazione ospite

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177

ospiti presenti al 31 dicembre 2013

 

CDA/CARA in Puglia > CARA di Brindisi Restinco

Data della visita: 12 marzo 2013

 

 


Dati generali

Nome e indirizzo della Struttura
Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo di Brindisi Restinco, Strada provinciale 43, c.da Restinco – 70123 Restinco (BR).  

Anno di apertura
2008 

Posti disponibili 
Capienza regolamentare prevista dal Decreto istitutivo: 128 posti.
Capienza regolamentare al momento della visita: 128 posti.
Capienza tollerabile al momento della visita: fino a 256 posti. 

Ente gestore
Connecting People, via Conte A. Pepoli n. 68, 91100 Trapani.  

Durata della convenzione
2008-2013. Al momento della visita l’esito della gara d’appalto per la selezione del nuovo Ente gestore non era noto. 

Personale dell’ente gestore
Direttore: 1
Amministrativi: 2
Magazziniere/Economo: 1
Operatori addetti all’accoglienza: 31
Psicologi: 1
Psichiatra: 1 (in convenzione con il Centro di Salute mentale)
Assistenti sociali: 1
Mediatori linguistico/culturali: 4
Personale medico: 2
Personale infermieristico: 6
Presenza diurna di operatori addetti all’accoglienza: 8 unità di personale; Presenza notturna: 3 unità. 

Servizi erogati
Informativa legale
Assistenza psicologica/psichiatrica
Assistenza sociale
Assistenza medica
Assistenza infermieristica
Corso di lingua italiana
Assistenza alla persona: fornitura di abbigliamento e prodotti per l’igiene personale (kit di accoglienza); 2 lenzuola, 1 federa, 1 o più coperte a seconda della stagione; contributo di 3,50 Euro che viene accreditato su chiavetta elettronica. che possono usare solo al bazar interno (dove si vendono biglietti per la navetta, sigarette, bevande e snack al distributore, creme per il corpo e deodoranti). 

Altre associazioni o enti che erogano servizi all’interno del Centro 
Nessuna

 

Descrizione della struttura

Il CARA di Brindisi Restinco si trova in aperta campagna nei pressi della caserma del battaglione San Marco lungo la strada che collega Brindisi e San Vito dei Normanni. Il centro è circondato da mura altre 3 metri che lo rendono completamente invisibile all’esterno. La massiccia struttura di recinzione è dovuta al fatto che al suo interno, in una zona attigua all’area del CARA, insiste anche il fabbricato del CIE e ciò ha spinto all’adozione di un’architettura esplicitamente ispirata da parametri di sicurezza che non si addicono ad un centro a regime “aperto” come il CARA. Il CIE è stato aperto nel 1999 ed è attualmente in ristrutturazione. Prima della chiusura avvenuta nel maggio 2012, aveva una capienza ufficiale di 83 posti. L’ente gestore era sempre Connecting People.

L’accesso al CARA avviene da un cancello in ferro controllato dai militari che stazionano in guardiola. Entrando si arriva nello spiazzo centrale, unico spazio aperto a disposizione degli ospiti, che divide l’area occupata dai moduli abitativi dalle due palazzine occupate da Ente gestore e Questura. Queste chiudono idealmente i due lati del quadrilatero occupato dai moduli, gli altri due lati sono chiusi dal muro di cinta. L’area dei moduli abitativi è circondata da bassi muretti rivestiti di marmo, vandalizzati di recente nel corso di una rissa tra ospiti del centro. L’intera area è circondata da alti pali di ferro in cima ai quali sono istallate telecamere di sorveglianza e altoparlanti. 

L’area degli alloggi del CARA di Brindisi Restinco occupa la parte centrale della zona recintata. Essa è composta da 4 moduli abitativi da 4 unità abitative di 20mq ciascuno che affacciano su un cortile centrale condiviso. Ciascuna unità abitativa è a sua volta composta da 3 stanzette di 4mq ciascuna di cui 2 camere da letto e una che dovrebbe fungere da ingresso, ma di fatto viene utilizzata come soggiorno o come cucina di fortuna. Le stanze, concepite per una persona, possono giungere ad ospitare anche 2 o 3 persone, alloggiate in letti a castello, dunque ciascuna unità abitativa può anche alloggiare fino a 5/6 ospiti contemporaneamente. Ciascun modulo abitativo è dotato di servizi autonomi (1 piatto doccia, 1 wc). 

La sala mensa si trova al piano superiore della palazzina che ospita anche gli uffici amministrativi dell’ente gestore. Nonostante i pasti debbano essere consumati nella sala comune, gli ospiti preferiscono mangiare nei loro moduli abitativi.

Luoghi di culto: Sempre sopra gli uffici amministrativi si trova uno spazio preghiera adibito a moschea.

Luoghi di svago e socialità al chiuso: 1 sala TV utilizzata anche per la socialità durante i mesi invernali (aperta secondo i seguenti orari: 09:30-12:30/16:00-18:30/20:00-24:00).

Il CARA è totalmente privo di aree all’aperto o strutture sportive. Il campo di calcio attiguo alla struttura del CIE è inutilizzabile per decisione della Prefettura, che ne vieta l’accesso agli ospiti del CARA in ragione del fatto che esso risulta essere inglobato nel cantiere dei lavori di ristrutturazione che attualmente interessano il CIE. L’unico spazio all’aperto di cui possono usufruire gli ospiti sono gli spazi asfaltati che dividono le palazzine dell’amministrazione dai moduli abitativi.

 

Regime di vita all’interno

Gli ospiti sono liberi di circolare all’interno senza particolari restrizioni quanto ad orari o zone della struttura. Tutte le attività amministrative e di assistenza alla persona, salvo l’assistenza medico-infermieristica, si svolgono tra le 09:00 e le 20:00.

Il pronto soccorso è sempre attivo per le situazioni di emergenza, l’ambulatorio medico secondo i seguenti orari: 9:00-13:00/16:00-20:00/21:00-23:00.

Il servizio mensa si svolge nei seguenti orari: 8:00-9:15/12:45-14:15/18:45-20:30. 

L’uscita dal centro durante le ore diurne è libera. Di fatto l’orario di uscita e rientro dipendono dalle navette che la prefettura mette a disposizione per lasciare l’area del campo. La prima navetta parte alle 8:00, l’ultima parte alle 20:00, e porta a Brindisi città. Il rientro coincide con l’ultima navetta in arrivo, alle 19:00. 

Per uscite superiori alle 24h, gli ospiti devono chiedere una specifica autorizzazione alla polizia, indicando anche un domicilio. L’allontanamento non autorizzato dà luogo a perdita del diritto all’accoglienza.

L’accesso alla struttura è consentito solo a coloro che dimostrino un legame di parentela con uno degli ospiti, ovvero, previa autorizzazione della Prefettura, ai cittadini italiani o stranieri regolarmente soggiornanti che intendano far visita ad uno degli ospiti.

Non esiste un codice o regolamento interno di condotta che il personale debba seguire nei confronti degli ospiti. 

 

Criticità

Dal punto di vista strutturale, la principale criticità della struttura è rappresentata dall’assenza di spazi all’aperto adeguati dove fare sport e dalle pessime condizioni dei servizi igienici. La possente recinzione in muratura che circonda il centro non si addice ad una struttura di accoglienza, amplificando la sensazione di isolamento sociale e segregazione dal resto della comunità che gli ospiti del CARA già percepiscono a causa della collocazione del centro in aperta campagna.

Dal punto di vista dei servizi erogati, gli ospiti lamentano la scarsità delle forniture di carta igienica ed effetti personali (vestiti, doccia, shampoo); l’assenza di un mediatore in grado di parlare con i curdi, che sovente non conoscono né l’arabo, né l’inglese; l’organizzazione dei turni di lavoro dei mediatori, che lascia scoperto il periodo notturno (durante il quale può comunque accadere di avere bisogno di usufruire dell’assistenza medico-infermieristica); le numerose interruzioni del servizio navetta. 

Più in generale, la tensione emotiva all’interno della struttura è alimentata dai lunghi tempi di permanenza in attesa di una risposta alla propria domanda di protezione internazionale. Il tempo di permanenza medio è di circa 5 mesi, ma sono numerosi i casi di persone che restano nella struttura per oltre 1 anno. Sono proprio gli ospiti “lungo degenti” a manifestare i maggiori problemi di natura psicologica e comportamentale, dovuti allo stress ed all’incertezza circa il proprio destino. Molto frequente l’uso di tranquillanti da parte degli ospiti, che a causa dello stato d’ansia manifestano disturbi del sonno.

L’ente gestore non tiene una statistica sistematica degli eventi critici. Atti di autolesionismo, o manifestazioni di protesta sono in genere legate all’andamento della procedura per il riconoscimento della protezione internazionale ed aumentano in prossimità di scadenze particolarmente significative (convocazioni da parte della commissione territoriale, dinieghi). Nell’ultimo anno si sono verificate alcune risse tra gli ospiti, in genere dettate da motivi di contrapposizione tra le diverse etnie/nazionalità presenti. Le tensioni maggiori si registrano tra afgani e curdi, nonché tra afgani di etnia pashtun ed afgani di etnia hazam. 


 

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